La vicenda dei lavori di riqualificazione dell’area verde del pozzo Cosentino a Riposto, finanziati con fondi PNRR, si arricchisce di nuovi sviluppi e di uno scontro politico tra l’amministrazione comunale e l’opposizione.
Come riportato precedentemente, i lavori sono stati temporaneamente sospesi a seguito di una nota del Dipartimento regionale Urbanistica, che ha chiesto chiarimenti al Comune in merito a una presunta violazione del Piano Regolatore Generale (PRG). La richiesta della Regione è stata motivata da una segnalazione della consigliera di minoranza Mariella Di Guardo, che ha sollevato dubbi sulla legittimità degli interventi e sui rischi di inquinamento delle falde acquifere.
“Il Dipartimento regionale, ha invitato il Comune a trasmettere, dettagliata relazione relativa ai lavori di che trattasi ed in particolare segli stessi comportano una variante al vigente P.R.G. rappresentandoaltresì che, in caso di mancato riscontro o nel caso di notizie pococonducenti, il Dipartimento procederà nei modi e nei termini previsti dall’art. 48 della L. R. 19/2020 e ss.mm. alla formale diffida ad adempiere”. Il 19 scorso, il Comune di Riposto, con una nota firmata dal sindaco Davide Vasta, ha risposto alla Regione, affermando che gli interventi previsti sono compatibili con il PRG e che non sussistono rischi di contaminazione delle acque.
“Gli interventi previsti sono compatibili con la zonizzazione impressa dal Piano Regolatore di verde privato in quanto riguardano esclusivamente la demolizione e ricostruzione di muretti, la realizzazione di percorsi ciclopedonali e di collegamento, bordature di aiuole, la realizzazione di un’area fitness. Per il resto l’area rimane a verde e, dunque, non realizzandosi parcheggi cosi come servizi igienici, non si ritiene che le acque sottostanti possano essere interessate da fenomeni di contaminazioni con sostanze inquinanti”.
Il sindaco nella nota trasmessa alla Regione non perde poi occasione per attaccare i consiglieri Mario e Mariella Di Guardo, tacciati di “avere sollevato la questione solo ed esclusivamente per ragioni di opportunità politica, essendo gli stessi all’opposizione, posto che la richiesta di finanziamento proviene dall’Amministrazione Caragliano, della quale i due medesimi facevano parte in quota maggioranza e nell’ambito della quale la consigliera Mariella Di Guardo ricopriva la carica di presidente del Consiglio”. La consigliera Di Guardo ha respinto le accuse del sindaco, ribadendo di aver agito nell’interesse della tutela della salute pubblica e della corretta applicazione delle norme urbanistiche.
“E’ stata l’indifferenza dell’amministrazione nei confronti della azione dell’opposizione che mi ha indotto a rivolgermi all’assessorato regionale Territorio ed Ambiente, dopo i 15 giorni regolamentari. Nel caso particolare del pozzo Puglisi Cosentino – osserva la consigliera Di Guardo – ho fatto rilevare un presunto pericolo di inquinamento delle falde freatiche che potrebbe determinarsi, sia con la realizzazione delle opere sia con il loro successivo utilizzo; avevo, altresì, chiesto di verificare la regolarità del cambio di destinazione d’uso.
Non ho avuto nessuna risposta, quindi, dopo più di un mese, in considerazione dell’importanza dell’argomento che ha a che fare con la salute pubblica, mi sono rivolta agli organi superiori. L’attività pubblica è sottoposta a controllo ed il primo livello di esso è costituito dai consiglieri comunali che lo esercitano nel nome del popolo che li ha eletti e che, pertanto, hanno diritto alle risposte e tale diritto non può essere mortificato.
Chi decide di abbandonare il controllo a favore del “lasciar fare, lasciar passare” dovrebbe dimettersi. La risposta data dal sindaco all’assessorato regionale – osserva la Di Guardo – è inadeguata e più che esitare le richieste, si sostanzia in una ritorsione verbale nei miei confronti sulla quale farò chiarezza”.
La vicenda è destinata a proseguire, con la Regione che dovrà valutare la risposta del Comune e decidere se procedere con ulteriori accertamenti.